La scienza è impegnata nella ricerca delle cause
della longevità dell'uomo, come ho accennato nelle precedenti pagine di questa
pubblicazione. Non è estraneo ad essa il fattore ambientale, come ha affermato
autorevolmente il già citato
prof. Pietro Cugini.
In attesa del "'verbo'' della Scienza, viene spontaneo, a chiunque
affronti l' argomento, arrovellarsi il cervello sulle ipotesi.
Queste, ovviamente, non hanno alcun sostegno di studi e di dati concreti, tuttavia possono
fornire lo spunto per aprire la strada a nuove ricerche.
Riferendosi al fattore ambientale" c'è da chiedersi perchè non siano altrettanto
longeve le popolazioni dei paesi vicini che god ono di analoghe condizioni generali di
vita e della stessa natura circostante.
Per tentare di rispondere a questo interrogativo mi sembra logico supporre che nel paese
dei longevi potrebbe esistere un ""quid" in più che rende l'ambiente
""strettamente" campomelano miglioredi altri.
Fantasticando su questa ipotesi occorre considerare che il ""quid" potrebbe
essere costituito da un continuo ricambio di aria ossigenata: dalle gole delle colline
prospicienti sul Golfo di Gaeta, penetrano correnti d' aria che invadono la Valle del Liri
e creano movimenti ascensionali che dalla base del Colle" su cui si erge il
paese" assumono un andamento a spirale, che porta aria sempre "nuova" e
ricca di ossigeno. Per altro occorre valutare che l' aria proviene da Gaeta, spinta dalle
più note correnti del Garigliano, cui alcuni studi scientifici" tra i quali quello
del compianto Preside Giovanni Viola" (""il clima del Litorale della
Provincia di Latina"" E.P T 1968, analisi di osservazioni meteorologiche
raccolte dall'Osservatorio dell'I.TN. di Gaeta dall'l gennaio 1887 al 31 dicembre 1967)
affermano la particolare salubrità dell'aria della Città del Golfo indicata come
""sede" del miglior clima d'Italia.
Queste correnti d'aria attraversano le alture dei rilievi Aurunci e Ausoni, ricchi di
boschi e di vegetazione e" quindi, giungono "filtrate ed ossigenate" al
Colle di Campodimele, ove si dividono e salgono con andamento elicoidale, sfumando nel
borgo medioevale.
Basta soffermarsi sulla strada di ingresso al paese, ove di recente
è stata collo cata la statua di Padre Pio da Pietrelcina" per avvertire queste
correnti. L'effetto ovviamente è gradevole d'estate; ma lo è molto meno d'inverno quando
raggiungono una forza che sferza gli alberi, fa ululare le grotte e costringe l'uomo a
rifugiarsi in casa.
Intuitiva ed autorevole testimonianza ci proviene dal poeta Libero De lLibero, il quale in
una lirica dedicata a Campodimmele" paese in cui era nata la madre e dove usava
trascorrere lunghi periodi, scrisse: ",Ma lassù ove l' aria stemmpera il fiato dei
crepacci ...>>. Ed ancora: "Chi soggiorna nella contrada prende il sapore di
quell'erba"e di lei odora nella pelle, nei capelli, nella bocca, sicchè,
allontanandosi, egli esala altrove il ricordo di quei luoghi con un alito odoroso». Ma
non si ferma qui l' attenta osservazione del poeta: «Questo palazzo ha le sue torri
dirute, i falchi messaggeri e il vento, un vento cavilloso e passionale che esce dalle
grotte col respiro puro e fa svolazzare migliaia di invisibili bandiere come avesse
conquistato la roccia. Ma d'inverno quel vento scende con la furia del lupo nelle cantine,
il suo mugolio scardina ogni fessure e, trascorrendo per i corridoi" trapela dagli
usci e comincia disperatamente a frusciare: quando si placa è il silenzio dopo il crollo;
una fuga».
Se la teoria cui oggi ho accennato avesse fondamento, Campodimele potrebbe ambire al
titolo di "Centro climatico" e garantire il "rifornimento" di aria che
ossigenando i polmoni e il sangue, favorisce la buona salute ed il prolungamento
della vita; ma occorrono indagini scientifiche e statistiche per saperne di più ed
ottenere i riconoscimenti ufficiali.
Per ora" dico ai lettori, accontentiamoci di andare a prendere una boccata d' aria
"longeva'" a Campodimele e illudiamoci con queste ed altre ipotesi. Di certo non
faranno male; anzi ... |